In vista di una compravendita immobili è molto importante essere a conoscenza di quali documenti servono per fare sì che l’intero procedimento si svolga senza imprevisti. Il notaio a cui ci si rivolge, in particolare, ha bisogno di una serie di “carte” in assenza delle quali l’atto di trasferimento dell’immobile non può essere predisposto. Come si può facilmente immaginare, per il venditore i documenti richiesti sono diversi rispetto a quelli di cui ha bisogno l’acquirente.

I documenti richiesti sia al venditore che all’acquirente

Sia il venditore che l’acquirente, in prospettiva di una compravendita immobili, devono consegnare al notaio una fotocopia del proprio codice fiscale e una della carta di identità, ovviamente in corso di validità, in modo che possano essere verificati i loro dati anagrafici.

Inoltre, serve un certificato che attesti lo stato civile dei soggetti coinvolti.

Nel caso di una persona coniugata, serve l’estratto di matrimonio in carta libera: per ottenerlo ci si deve rivolgere al Comune presso il quale il matrimonio è stato celebrato.

Nel caso di una persona libera di stato (cioè nubile, celibe o vedova), invece, è indispensabile il certificato di stato libero in carta libera (o il certificato di vedovanza).

Ancora, nel caso di una persona separata si deve fornire il verbale di omologa separazione con l’estratto di matrimonio, mentre nel caso di una persona divorziata è indispensabile il certificato di stato libero. Vale la pena di ricordare, per questa ultima circostanza, che quando il divorzio è recente può essere richiesta anche la sentenza di divorzio.

Che cosa serve quando almeno uno dei due soggetti non è italiano

Per gli extracomunitari che risiedono in Italia e che sono coinvolti in una compravendita immobili, è necessario il permesso di soggiorno (o la carta di soggiorno). Inoltre, a volte può accadere che a comprare o a vendere l’immobile non sia un soggetto privato ma una società: in tal caso è necessario fornire la visura camerale storica aggiornata insieme con i patti sociali vigenti o lo statuto (a seconda del tipo di società).

Ma non è tutto, perché sono necessari anche gli atti tramite i quali sono stati attribuiti i poteri, come per esempio la procura e la delibera dell’organo amministrativo, senza dimenticare la carta di identità del soggetto che interviene all’atto o del legale rappresentante.

Quali documenti devono essere forniti dal venditore

Quelli elencati fino a questo momento erano, come si è detto, i documenti richiesti a entrambe le parti. Ce ne sono alcuni, invece, richiesti a chi vende l’immobile, a cominciare dalla documentazione catastale. Essa include gli estratti di mappa, le planimetrie del catasto fabbricati ed eventuali frazionamenti e variazioni catastali.

Nell’eventualità in cui tali documenti manchino, l’istruttoria rischia di rivelarsi più onerosa dal punto di vista economico e meno rapida; a quel punto, infatti, il notaio sarà costretto ad attribuire a un dipendente l’incarico di trovare la documentazione, che deve essere messa a disposizione dall’ufficio del Catasto. Il venditore, in più, deve fornire l’atto di provenienza, e quindi una fotocopia integrale della dichiarazione di successione, dell’atto notarile di acquisto o dell’atto notarile di divisione.

La vendita di fabbricati

Per ciò che concerne la vendita di un fabbricato, sono richieste anche una copia della concessione edilizia (o, nel caso la costruzione sia cominciata dopo il 1° settembre del 1967, il permesso di costruire iniziale) e le schede catastali, che devono riflettere lo stato di fatto attuale dell’immobile. Per i terreni la cui superficie è di oltre 5mila metri quadri occorre, inoltre, il certificato di destinazione urbanistica, mentre non va dimenticato l’attestato di prestazione energetica, per effetto del quale vengono rese note le condizioni energetiche dell’immobile.

Quali documenti devono essere forniti dall’acquirente

In una compravendita immobili anche il soggetto che compra è tenuto a fornire dei documenti specifici: quando c’è di mezzo un mutuo, per esempio, è necessario segnalare a quale banca ci si è rivolti, qual è la filiale di riferimento e a chi ci si deve rivolgere in caso di bisogno. Occorrono, poi, le fotocopie dei bonifici bancari o degli assegni per mezzo dei quali sono stati pagati gli acconti ed è stato saldato il prezzo. Nel caso in cui il cosiddetto compromesso – cioè il contratto preliminare di compravendita – non sia già stato stipulato presso lo studio notarile, infine, c’è bisogno di una sua copia.

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